Skip to content
1505–1574

XXIII (27)

Luca Contile

L'alma tua gran vertute è puro e fermo splendor di bene, è d'alta gloria essempio, privazion d'ogn'affetto amaro e scempio e contra ogn'atto vil libero schermo.

Indi piglio io come mortale e infermo norma di mia salute, indi il cor empio di cristiani concetti fassi tempio, ivi il sol sei ove io la vista fermo.

Poi mi rivolgo al primo sole ond'ebbe principio il tuo, e grazia di far lume al tenebroso mio sviato core, e dico: o quanto il secol nostro debbe

a te, piatoso onnipotente nume, poi ch'Alfonso ci insegna a farti onore.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXIII (27) · Luca Contile · Poetry Cove