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1505–1574

XVI (20)

Luca Contile

Nessuna cosa, Vendramin, io truovo che sia grata a Dio, sia più simile, quanto l'amor d'una anima gentile che dolcemente in amicizia pruovo.

E quanto più la gusto, più rinuovo ne la contemplazione alta ed umile d'Idio piatoso, e d'ogni cosa vile sdegno la vista, e a lui sol mi muovo.

Per la verace fede il divin fuoco ci scalda, per cui solo altri è perfetto, qui con Dio, più che posso mi rannodo. Per umana vertù conserva un luoco

due spiriti d'amicizia, onde al mio petto gli amici, dopo Idio, congiunti, godo.

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XVI (20) · Luca Contile · Poetry Cove