Quanto miseramente, aimè, m'accorgo
del van diletto che m'accora e strugge,
onde 'l mio buon desio si turba e rugge
e io confuso aiuto non gli porgo.
Anzi al nuovo peccar tosto risorgo,
perché 'l piacer terren gli spirti sugge,
l'anima adombra e la ragione adugge,
né contra a furor tal difesa scorgo.
Or con lusinghe, or con piacevol atto
la sensitiva vita adesca al male:
fasse di lei tiranno e cinge l'altra.
Così ritorna il buon valor disfatto.
O vita umana instabile e mortale,
al tuo mal pronta, al tuo ben poco scaltra!