Amico, ragionando insieme spesso,
spesso la fede tua dolce mi tocca
l'anima, e in lei da te fida trabocca
la tua, così convertesi in me stesso.
E se tal dono non restasse oppresso
dal biastemevol uso di tua bocca,
ch'in te solo ritorce, quando scocca
da tua lingua, qual frezza, il brutto eccesso,
un altro me direi, vivrà, se moro
e se vivo uno spirto in dui soggetti
il mondo mirarà chiari e felici.
Però non disprezzar l'eterno coro
che te, non lui, nel biastemarlo infetti,
se vuoi che siamo internamente amici.