Se nei cuor nostri affisa Cristo il guardo
e gli arricchisce del suo vivo fuoco,
fugge subbito il senso da quel luoco
come da sciolti carni o lepre o pardo.
E 'l debol spirto ne divien gagliardo,
sì che la fiera carne cura poco;
or ch'in me volga i suoi santi occhi invoco,
ch'in sì nobil desio mi struggo ed ardo.
Vorrei fuor de le tenebre levarmi
e lasciare il vecchio uso, e nel suo lume
di nuovo omo vestirmi umile e puro.
Egli ne può prestar le forze e l'armi
e per volarne al ciel d'invitte piume,
che com'uomo al salir non m'assecuro.