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1505–1574

XCIV (100)

Luca Contile

Quell'amoroso sacro vivo Iddio, poi che 'l primo parente fé l'errore, odiando questo vano e frale amore che tiene il mondo incatenato e rio,

fesse uomo, ma d'invitto e bel desio sposossi l'alma, e di divin splendore la riformò, poi l'arse in quello ardore che del suo sangue caldamente uscio.

A conservassel or per suo consorte l'alma che deve far? Deve esser empia, sì ch'ingrata si chiami e il suo ben nieghi? Non faccia, anzi con morte vinca morte,

al morir saggia, al viver tarda e scempia, in libera prigion s'inchiuda e leghi.

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XCIV (100) · Luca Contile · Poetry Cove