Svegliamo noi, cui bagna l'acqua il crine
e spianta il primo error da' petti nostri,
la volontà, né sia chi non dimostri
quanto possiamo amar l'ultimo fine.
Sono in noi certe le vertù divine,
guida de' cuori a' sempiterni chiostri,
che possano de vani e fieri monstri
repugnar sempre a le crudei rapine.
Noi conosciamo il ben, bramarlo lice,
che bramandolo Iddio ci allenta il morso
per conseguirlo, onde il peccato muore.
O fortunati noi, s'a la radice
del buon desio non s'impedisse il corso
onde ne nasce un dispietato errore.