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1505–1574

LXXXVII (93)

Luca Contile

Tanti e tai frutti de le tue fatiche, che fan ricchi i nomi e gli anni, ben curan poco di fortuna i danni ne le sue ruote, a le vertù nemiche.

Di sì buon seme le tue colme spiche sono agli ingegni vita e saldi vanni, quinci vincon di morte i fieri inganni, alzando il volo a l'alte sfere apriche.

Rendi pur questo secolo fecondo ch'egli in vece ti sacra eterno onore, prima mercè di questo fragil velo. A l'altro merto tuo fortuna e 'l mondo

non son bastanti, ch'a cristiano ardore serva Dio la mercè copiosa in cielo.

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LXXXVII (93) · Luca Contile · Poetry Cove