Se Pitaco, Anassagora, Biante,
Pitagora, Diogene, Anacarse,
seguir le strade a vanitade scarse,
disprezzando per quelle il volgo errante,
che far devremo noi ch'agli occhi inante
la celeste bontà terrena apparse?
E se del meglior nostro stato ella arse,
dichilo chi di lei si truova amante.
Perché col lume di natura mai
Xenocrate, Platone, e gli altri antiqui
non compresero al fin quel ch'or l'afflige;
quel, dico, che de' nostri fatti iniqui
portò la pena, or per vetar la Stige
rendiamo a molto riso pochi guai.