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1505–1574

LXXIII (78)

Luca Contile

Sciapica, se gran tempo indarno andaro i miei pensier fra 'l più superbo stuolo de' terrestri piaceri, or io gl'involo al mondo, sol per darli al ciel più caro.

Pur che da l'alto venga alcun riparo ne' miei bisogni, per cui temo e colo il padre eterno, dando luoco al duolo per sciormi dagli error che mi legaro.

Così come io nel cor puro e sincero cerco Cristo scolpir ch'or prego e chiamo, chiamara' lo ancor tu fin che risponde. Che chi de' suoi peccati è tristo e gramo

e sprezza 'l senso, ove ogni mal s'asconde, fugge il pensier fallace e segue il vero.

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LXXIII (78) · Luca Contile · Poetry Cove