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1505–1574

LXV (69)

Luca Contile

Il muro efesio e 'l simulacro eburno, Babilonia, Menfi, Rodi e Faria, e 'l sepolcro castissimo di Caria, non sono più, se già superbi furno.

Che quanto al breve tempo ed al diuturno resta suggetto, la natura il varia e lo ritorna in terra in acqua in aria: sallo il regno di Porsena e di Turno.

Ma gli edifizii che le pure menti fondati da l'altissimo architetto, già non rimuta il tempo ingrato ed aspro. Non son composti di quattro elementi

ma di vertute e di desir perfetto, d'eterno amor, d'angelico diaspro.

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LXV (69) · Luca Contile · Poetry Cove