Skip to content
1505–1574

LVIII (62)

Luca Contile

Nutro la mente di sì nobil pasto ch'io dico: vita alcuna non s'acqueta né per fortuna amica o per pianeta, né per arte ch'a l'ozio fa contrasto.

Non ha cor degno, non ha pensier casto, un'ora de' suoi dì non ha mai lieta, chi di pensare a la sua mente vieta in Dio pien di bontà, fuor d'ogni fasto.

Ah, quante belle lode, ah, quanti frutti gustaria questa vita e l'altra ancora, s'in quel pensasse ond'ogni mai si perde. Lasciamo il riso amar per dolci lutti,

pria che la certa morte e l'incerta ora secchino a nostra speme il fior del verde.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LVIII (62) · Luca Contile · Poetry Cove