Nutro la mente di sì nobil pasto
ch'io dico: vita alcuna non s'acqueta
né per fortuna amica o per pianeta,
né per arte ch'a l'ozio fa contrasto.
Non ha cor degno, non ha pensier casto,
un'ora de' suoi dì non ha mai lieta,
chi di pensare a la sua mente vieta
in Dio pien di bontà, fuor d'ogni fasto.
Ah, quante belle lode, ah, quanti frutti
gustaria questa vita e l'altra ancora,
s'in quel pensasse ond'ogni mai si perde.
Lasciamo il riso amar per dolci lutti,
pria che la certa morte e l'incerta ora
secchino a nostra speme il fior del verde.