Come del fuoco il picciol corpo resta
aëscato da l'oglio, o da la cera,
per cui non può, né cura a la sua sfera
alzar l'acuta e frettolosa testa,
così l'anima dentro fragil vesta
si pasce indarno semplice e leggiera
scordevol fasse de la gloria vera,
e nel mortale l'immortale innesta.
Ma se per morte fuor del corpo vola,
come da l'arbor alto secca fronde,
a la prima cagion tornar non puote,
sì resta afflitta, sconsolata e sola,
che speme di salute non risponde,
eterna preda di dogliose note.