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1505–1574

CXXXIX

Luca Contile

Con le penne d'amor tutte di fiamma in pensiero puro ed in sereno core scende dal ciel come saetta d'arco lo spirito ch'infonde pace e vita,

scaccia gli errori, e 'l rio piacer de l'ombre e muta in vita eterna eterna morte. Avea molt'anni pria l'ingrata morte guasta la vita con terrestre fiamma,

per cui s'ascose il sol fra le folt'ombre dove l'umano e mal accorto core vivo sembrava in miserabil vita, segno agli strali del sensibil arco.

Ma poi che venne chi spezzò quel arco e trionfò morendo de la morte, e rese col livor lume a la vita, restò sì vinta da divina fiamma

la vita che si sente intorno al core luce e sereno, disgombrando l'ombre. E se spesso ritorna ella entro a l'ombre e cede a morte rinovando l'arco,

n'è sol cagion la libertà del core, che s'odioso esser deve a l'empia morte, egli la segue e ne la mortal fiamma fa traboccar la tenebrosa vita.

O già scontenta e desolata vita, poscia felice e libera da l'ombre, perché lasci amorzar l'eterna fiamma e ripigliare a l'empia morte l'arco?

Non vedi tu che piangerà per morte eternamente il ravvivato core? Deh, voltati a colui che cerca il core per più bel cambio, o dolorosa vita;

e con sua vita fuggi da la morte, e pon la luce ov'hanno luoco l'ombre. Spezzisi in te de la ria morte l'arco e i fieri umor disecchi eterna fiamma.

Arda celeste fiamma umano core franga sì l'arco e sì discacci l'ombre ed a morte mortal dia vita morte.

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