Skip to content
1505–1574

CXXXIII (139)

Luca Contile

Ecco or come sen va squarciata e guasta la vittima innocente e 'l puro agnello, ecco or come sott'aspro e rio flagello stassi la vita immaculata e casta.

Ecco or, se 'l tanto strazio ancor non basta, come per soverchiare il senso fello, per cui l'uomo d'Iddio si fa rubello, al duol cede, a la morte non contrasta.

Ecco or come morendo la morte empia destrugge e porge vita a l'uomo occiso, e sopra le sue spalle porta il carco. Ecco or come sarà crudele e scempia

l'anima s'ora al re del paradiso, per riceverlo in sé, non apre il varco.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXXXIII (139) · Luca Contile · Poetry Cove