Ecco or come sen va squarciata e guasta
la vittima innocente e 'l puro agnello,
ecco or come sott'aspro e rio flagello
stassi la vita immaculata e casta.
Ecco or, se 'l tanto strazio ancor non basta,
come per soverchiare il senso fello,
per cui l'uomo d'Iddio si fa rubello,
al duol cede, a la morte non contrasta.
Ecco or come morendo la morte empia
destrugge e porge vita a l'uomo occiso,
e sopra le sue spalle porta il carco.
Ecco or come sarà crudele e scempia
l'anima s'ora al re del paradiso,
per riceverlo in sé, non apre il varco.