Signor beato, di quest'aspra scorza
ch'in sua natura al mal la mente instiga
e nell'ombra crudel l'involve e 'ntriga,
la fiamma del mio error, piatoso amorza.
Non val vigor, non vale umana forza
a vincer per se stessi in tanta briga,
ma poi che 'l viso di lacrime riga
e che tornarne a te l'alma si sforza,
sollieva la dolente e tralle il dardo
de la tua grazia, al cui contrasto cede
il fiero colpeggiar del tuo nemico.
Tu vedi come in te piega lo sguardo
e ti s'inchina lacrimosa al piede:
però ritorna a chi ti cerca amico.