Quando nacque fra noi l'eterna aurora,
in ciel dal sommo Iddio prescritta al tutto,
uscì di lei quel grazioso frutto
il cui dolce fruir l'anime infiora.
Per lei la morte più non discolora
i volti, né per tempestoso flutto
naviga l'uom più n'in campo asciutto
l'anima indarno semina o lavora.
Iddio suo figlio che dal ventre sorse
di vergine, e sì sacro latte bebbe,
fé del mondo sua madre scorta e stella.
Onde chi questa amò già mai non torse
il piè dal sentier dritto, e qui potrebbe
ogni alma farsi in lei beata e bella.