Tu, cui la degnitate episcopale
Iddio diede, e colui ch'in terra il sembra
tu la cui dotta voce mi rassembra
e d'Ippona e d'Aquin l'arte immortale
spiega de l'opre tue secure l'ale
in questa età, che s'ella si rimembra
d'Iddio nei canti tuoi, fian le sue membra
degne del capo eterno odiose al male.
Quando udirà degli angioli beati
e de l'empireo cielo, e di chi 'l regge
sprezzarà de la terra ogni atto reo.
Tu vivo Pietro, fra primi prelati
d'Ischia il dotto pastor chiama ed elegge,
domator del tristissimo Tifeo.