Caro Gosellin mio, se quanto scrivo
è per piacere a chi men piace il mondo,
non credo che qual sia pensiero immondo
biasmi tanto sudor se ben l'è a schivo.
Non fu già mai sì di giudizio privo
–cerchisi 'l cristianesmo attondo attondo–
chi dir potesse: qui lieto e giocondo
senza timor de l'altra vita, io vivo.
Anzi qualunche sia d'umana forma
o sia di gaudio o di mestizia casso,
che quanto nuoce il ben terrestre pruova.
Veggiam la morte o 'l tempo che disforma
tutte le cose, e sol nel duro passo
de' bei pensier la ricordanza giova.