Skip to content
1505–1574

CV (111)

Luca Contile

A salut'è di chi confessa e crede di Cristo la vertù, che 'l giusto scetro scuopre ognor senza alcun rispetto o metro a chi s'accosta a lui di fede in fede.

Sparge l'ira tremenda per mercede sopra quei c'hanno i cor di fragil vetro, la mano hanno a l'aratro e guardon retro, così di lui lo sdegno in lor si vede.

Il giusto che di fé si nutre e ciba, visibil fassi l'invisibil raggio, di lui s'avvampa e lui convien che segua. Tal egli in questa vita Iddio deliba

e ne piglia sì grato e vivo saggio ch'a' beati del ciel quasi s'adegua.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CV (111) · Luca Contile · Poetry Cove