A salut'è di chi confessa e crede
di Cristo la vertù, che 'l giusto scetro
scuopre ognor senza alcun rispetto o metro
a chi s'accosta a lui di fede in fede.
Sparge l'ira tremenda per mercede
sopra quei c'hanno i cor di fragil vetro,
la mano hanno a l'aratro e guardon retro,
così di lui lo sdegno in lor si vede.
Il giusto che di fé si nutre e ciba,
visibil fassi l'invisibil raggio,
di lui s'avvampa e lui convien che segua.
Tal egli in questa vita Iddio deliba
e ne piglia sì grato e vivo saggio
ch'a' beati del ciel quasi s'adegua.