Qualunche senza legge pecca ed erra,
senza legge si danna, e quel che l'ave,
se non l'osserva e segue l'opre prave,
per quella è giudicato e posto a terra.
Non già chi l'ode dal peccare si sferra,
né si tolle dal mal noioso e grave,
ma chi con umiltà santa e soave
col core e cogli effetti ogni or l'afferra.
Chi senza legge a la natura buona
ubbidisce, non falla, e ciò può farsi
destando entro di sé quel lume interno.
Amò talmente Iddio ogni persona
e di lei nel suo figlio tanto oltre arse,
che nel mortale inchiuse un raggio eterno.