Pensavo, Amor, che tempo fussi omai por fine al lungo, aspro, angoscioso pianto, ed alla doglia mia, non pur voler seguir nel mio mal tanto
tu e Fortuna, troppo iniqua e ria; ché poi, quando vorrai, come conviensi a tanta signoria, mantener quel che già promesso m'hai,
(ah, quante volte e quanto!) ti fia difficil, benché tutto possa. L'alma, li spirti e l'ossa state son tue sotto questa fidanza,
quanto sai, Amor, ed io, che 'l pruovo, meglio, che con questa speranza fanciul tuo servo fui, e son già veglio! Io mi vivea di tal sorte contento,
e sol pascevo l'affannato core della sua amata vista; le belle luce e 'l divino splendore quetavan l'alma, benché afflitta e trista,
e per questo ogni stento dolce parea, che per amar s'acquista. Fa la speranza di maggior contento ogni pena minore,
ma ria Fortuna, al mio bene invidiosa, turbar volle ogni cosa e 'l mio tranquillo stato e lieta sorte, e tolsemi la vista onde sempre ardo.
Oimè, meglio era morte, che star lontan dal mio sereno sguardo! Onde or, non potendo altro, pasco l'alma della memoria di quel viso adorno,
ed a' divin costumi col pensier mille volte il dì ritorno. Se Fortuna mi toglie i vaghi lumi e turba ogni mia calma,
non è però che in selve e 'n valli e 'n fiumi, ove lo spirto porta la sua salma, o notte oscura o giorno sempre gli occhi non vegghino il lor Sole,
e le dolci parole non risuonino ancor ne' nostri orecchi: ché 'l rimembrar le cose amate e degne, benché pur altri invecchi,
in cor gentil per tempo non si spegne. Io vo cercando i più elati colli, e volgo gli occhi stanchi in quella parte, ov'io lasciai il mio bene,
là onde il tristo cor mai non si parte; e di questo il nutrisco e d'una spene: che presto fien satolli, (se non rompe il pensier Morte che viene)
gli occhi, che tanto tempo già son molli; e con questo una parte del mio mal queto e l'alma riconforto, ed in pazienzia porto
l'ingiusto esilio e la sorte aspra e dura, tanto che più felice tempo torni; e se pure il mal dura, può ristorare un'ora i persi giorni.
Canzon, là dove è il core or te ne andrai; se già non t'è impedita la via, sì come a me, segui la traccia; di' che lieta è mia vita,
sentendo questo esilio a lei dispiaccia.
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