Non altrimenti un semplice augelletto,
veggendo i lacci tesi pel suo danno,
fugge pria e poi torna al primo inganno,
dai dolci versi d'altri augei constretto:
così fuggo io dall'amoroso aspetto,
ove son tesi i lacci per mio affanno;
poi i dolci sguardi e le parole fanno
ch'io corro a' pianti miei come a diletto.
E quel che suole in altri il tempo fare
per le diverse cose, in me disface,
che men che pria conosco il mal ch'or pruovo.
Cieco e sanza ragion mi fo guidare
al mio cieco inimico, e per fallace
cammino in cieca fossa alfin mi truovo.