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1449–1492

XXXIII

Lorenzo de' Medici

Non altrimenti un semplice augelletto, veggendo i lacci tesi pel suo danno, fugge pria e poi torna al primo inganno, dai dolci versi d'altri augei constretto:

così fuggo io dall'amoroso aspetto, ove son tesi i lacci per mio affanno; poi i dolci sguardi e le parole fanno ch'io corro a' pianti miei come a diletto.

E quel che suole in altri il tempo fare per le diverse cose, in me disface, che men che pria conosco il mal ch'or pruovo. Cieco e sanza ragion mi fo guidare

al mio cieco inimico, e per fallace cammino in cieca fossa alfin mi truovo.

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XXXIII · Lorenzo de' Medici · Poetry Cove