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1449–1492

XXVII

Lorenzo de' Medici

Poi che tornato è il Sole al corso antico, Febo l'usata sua luce riprende, e tanto or l'uno or l'altro sol risplende, che già il rigido verno è fatto aprico.

Se propizio mi fia il primo e amico, come si mostra quel che il mondo accende, l'alma quiete alle sue pene attende, al crudo viver rio, aspro e nimico.

Se Febo assai più che l'usato chiaro s'è fatto e splende or più che far non suole, e se più ha raccese sue fiammelle, l'ha fatto ché temeva le due stelle

non superassin la fiamma del sole, e fussi al mondo un ben, quanto lui, raro.

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