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1449–1492

XXVII

Lorenzo de' Medici

Odorifera erbetta e vaghi fiori, che ornate il prato come il ciel le stelle, le dolcemente fatigate e belle membra vedesti in mezzo ai bei colori.

Alto e dolce pensier suo, quanto onori le cose di cui tacito favelle! Oh me felice, che allor fui di quelle, che 'l dice Amor, che ha in pegno i nostri cuori!

Aura suave, quale or togli or rendi a lei la vista del febeo splendore, movendo i rami e insieme l'ombra intorno! Alla alta quercia i tuoi trofei sospendi,

o dolce sonno, e non si sdegni Amore se triunfasti de' belli occhi il giorno!

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