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1449–1492

XXV

Lorenzo de' Medici

Figlia mia, per me non resta, che tu sia bene allevata, perché pai alla brigata gentil, savia e ben modesta.

Quando giugni ove sia gente, ove sia qualche ridotto, fa' che stia allegramente, non che pai abbi corrotto;

se ti vien qualche bel motto, per non dir parola scorta, fa' che a dirlo sia accorta, da tua mente manifesta.

Se alcun ti guarda in viso, chi ti guarda guarda bene: l'occhio attento, e qualche riso da cavare altrui di pene;

se un ti tocca mano o piène, non mostrare averlo a male, ché saria cosa bestiale il voler guastar la festa.

Se alcun, che non sie avaro, qualche cosa dar ti vuole, mostra pure averlo caro e in cenni e in parole;

ché villania parer suole chi gli altrui don' non accetta; non negar, fa' che prometta, se di nulla se' richiesta.

Questo è il modo, o figlia mia, a volermi fare onore; fa' che a mente ben ti stia, che tel metta ben nel core:

sappi prender tempo e l'ore da far poi quel c'hai promesso: non si torna a festa spesso; passa il tempo e non s'arresta.

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