Fortuna, come suol, pur mi dileggia,
e di vane speranze ognor m'ingombra:
poi si muta in un punto, e mostra che ombra
è quanto pe' mortal' si pensa o veggia.
Or benigna si fa ed ora aspreggia,
or m'empie di pensieri e or mi sgombra,
e fa che l'alma spaventata aombra,
né par che del suo male ancor s'aveggia.
Teme e spera, rallegrasi e contrista
ben mille volte il dì nostra natura:
spesso il mal la fa lieta 'l bene attrista,
spera il suo danno e del bene ha paura:
tanto ha il viver mortal corta la vista.
Alfin vano è ogni pensiero e cura.