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1449–1492

XXIV

Lorenzo de' Medici

Ragionavasi di sodo un marito con la moglie: «Stu non muti viso o voglie, io non muterò mai modo».

La sua moglie si dolea che faceva un certo giuoco, che veder non lo potea; e dicea: «Pur muta loco».

Il marito disse poco: «Seguir vo' l'usanza mia; nol vo' far per altra via, se miglior ragion non odo».

«Tu ti se' male allevato; hai apparato cattiva arte: non è buono alcun mercato, che non fa per ogni parte».

Il marito a questa parte: «Tu ne se' cagion tu stessi, ché, se miglior viso avessi, non commetterei tal frodo».

La si dolse co' parenti, ma doluto prima gli era co' vicin': fe' gran lamenti e dicea mattina e sera:

«Fàllo il tuo in tal maniera? Non par mai che vi s'assetti, che le lacrime non getti: pensi ognun com'io ne godo!».

Disse: «Porta in sofferenza» il marito; «e se t'avvezzi aver meco pazienzia, non vorrai che 'l modo sprezzi;

e dirai ti faccia vezzi; se tu gusti il giuoco mio, tu dirai quel che dico io: che sia questo il proprio modo».

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XXIV · Lorenzo de' Medici · Poetry Cove