Ragionavasi di sodo
un marito con la moglie:
«Stu non muti viso o voglie,
io non muterò mai modo».
La sua moglie si dolea
che faceva un certo giuoco,
che veder non lo potea;
e dicea: «Pur muta loco».
Il marito disse poco:
«Seguir vo' l'usanza mia;
nol vo' far per altra via,
se miglior ragion non odo».
«Tu ti se' male allevato;
hai apparato cattiva arte:
non è buono alcun mercato,
che non fa per ogni parte».
Il marito a questa parte:
«Tu ne se' cagion tu stessi,
ché, se miglior viso avessi,
non commetterei tal frodo».
La si dolse co' parenti,
ma doluto prima gli era
co' vicin': fe' gran lamenti
e dicea mattina e sera:
«Fàllo il tuo in tal maniera?
Non par mai che vi s'assetti,
che le lacrime non getti:
pensi ognun com'io ne godo!».
Disse: «Porta in sofferenza»
il marito; «e se t'avvezzi
aver meco pazienzia,
non vorrai che 'l modo sprezzi;
e dirai ti faccia vezzi;
se tu gusti il giuoco mio,
tu dirai quel che dico io:
che sia questo il proprio modo».