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1449–1492

XXIII

Lorenzo de' Medici

Una donna avea disire con un giovane parlare: tanto seppe alfin ben fare, che li die' quelle tre lire.

Su 'n un canto di cassone gliel contò la prima volta, ma vi fu tra lor quistione, onde ch'ella a dir s'affolta:

«Una parte me n'hai tolta, ma infin nulla arai tu fatto; se non conti un altro tratto, non potrai di qui partire».

E, perché la donna è avara, non li satisfe' ancor questo: la non fu scarica e chiara, finché il giovane assai presto

non li dette ogni suo resto, e gliel misse tutto in tasca; allor sana come lasca lo volea lasciar fuggire.

Ricordossi a mano a mano che gli avea a dar l'usura: sciolse al giovan di sua mano la sua borsa assai sicura;

disse: «Gli è trista natura! Non sta ritto, giusto e intero; e' bisogna far pensiero l'erta di nuovo salire».

Funne il giovane contento, perché gli era ben fornito: di danar vi dette drento e pagolla in sul pulito;

poi volea pigliar partito, ma la donna disse: «Aspetta», dodici uova con gran fretta li die' ber, poi lasciollo ire.

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