Io ho d'amar dolcezza il mio cor pieno,
come Amor vuole, e d'un dolce veneno.
Nessuno è più di me lieto e contento,
nessun merta maggior compassione;
la dolcezza e 'l dolor, che insieme sento,
di rider dammi e sospirar cagione:
non può intender sì dolce passione
chi non ha questo gentil foco in seno.
Quanto più ha il mio cor quel che disia,
quanto più è benigno il mio signore,
tanto s'accende più la voglia mia,
ché 'l mio ben più mi piace a tutte l'ore:
cresce la doglia mia, crescendo amore,
né può già mai per tempo venir meno.
Io non provai già mai piacere alcuno
sì dolce, com'è dolce la mia pena,
né martìr tanto acerbo e importuno,
come il piacer che alla morte mi mena;
ma morte fia d'ogni dolcezza piena,
poi che 'l martìre è sì dolce e ameno.