Dolci pensier', non vi partite ancora!
Dove, pensier' miei dolci, mi lasciate?
Sì ben la scorta ai piè già stanchi fate
al dolce albergo, ove il mio ben dimora?
Qui non Zefiro, qui non balla Flora,
né son le piagge apriche d'erbe ornate:
silenzii, ombre, terror', venti e brinate,
boschi, sassi, acque il piè tardono ognora.
Voi vi partite pur, e gite a quella,
vostro antico ricetto e del mio core;
io resto nelle oscure ombre soletto.
Il cammin cieco a' piedi insegna Amore,
che ho sempre in me dell'una e l'altra stella,
né gli occhi hanno altro lume che l'obietto.