Meglio era, Amor, che mai di tua dolcezza
provassi alcuna cosa o del tuo bene:
ch'è facil cosa a sopportar le pene
all'alma, lungo tempo al male avvezza.
Così, più si disia e più si prezza
il ben ch'altri conosce, onde ne viene
più doglia al cor, se quel possiede e tiene
Fortuna il vieta, lo interrompe e spezza.
Quel che già disiai nol conoscendo,
m'avea condotto assai vicino a morte,
cercando quel che m'era incerto e nuovo.
or ch'io l'ho visto, lo conosco e intendo,
pensa, Amor, quant'è dura la mia sorte,
poi che privato di tal ben mi truovo.