Skip to content
1449–1492

XLVI

Lorenzo de' Medici

Non vide cose mai tanto eccellente quel che fu rapto infino al terzo cielo, e non udì già sì suave melo Argo, che mal per lui tal suon si sente;

e la fenice, s'è il suo fin presente, tanti odor' non aduna al mortal telo; non fu sì dolce il cibo e 'l nostro velo, che mal per noi gustò il primo parente.

Né mai tanta dolcezza ad alcun dette Amor, se contentare apien lo volse, quanta è la mia, né vuol che ad altro pensi. Io benedico l'arco e le saette

e la cagion che libertà mi tolse, da poi che così ben mi ricompensi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XLVI · Lorenzo de' Medici · Poetry Cove