Non vide cose mai tanto eccellente
quel che fu rapto infino al terzo cielo,
e non udì già sì suave melo
Argo, che mal per lui tal suon si sente;
e la fenice, s'è il suo fin presente,
tanti odor' non aduna al mortal telo;
non fu sì dolce il cibo e 'l nostro velo,
che mal per noi gustò il primo parente.
Né mai tanta dolcezza ad alcun dette
Amor, se contentare apien lo volse,
quanta è la mia, né vuol che ad altro pensi.
Io benedico l'arco e le saette
e la cagion che libertà mi tolse,
da poi che così ben mi ricompensi.