Condotto Amor m'avea fino allo stremo
di mia speranza, e tempo oramai n'era;
presso era quel che assai si brama e spera,
ond'io tanto sospiro e tanto gemo.
Quando una voce udi', che ancor ne tremo,
rigida, aspra, crudele, iniqua e fera:
“Folle è tua speme e la tua voglia altera
a ricercar quel che solo è supremo.
Bastiti rimirar mia vaghi lumi
ed udir l'armonia delle parole
e contemplar l'alte virtù divine.
Quel che di me più oltre aver presumi
vano è il pensiero, e se il tuo cor più vuole,
dolgasi non di me, ma del suo fine.”