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1449–1492

XLII

Lorenzo de' Medici

O fortunata casa, ch'eri avvezza sentir i grevi miei sospiri e pianti, serba l'effigie in te de' lumi santi, e l'altre cose come vili sprezza.

O acque, o fonti chiar', pien' di dolcezza, che col mormorio vostro poco avanti meco piangevi, or si rivolga in canti la vostra insieme con la mia asprezza!

O letto, delle mie lacrime antiche ver testimonio, e de' miei sospir' pieno, o studiolo al mio dolor refugio! Vòlto ha in dolcezza Amor nostre fatiche

sol per l'aspetto del v¢lto sereno: ed io non so perché a morir più indugio.

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XLII · Lorenzo de' Medici · Poetry Cove