L'arbor che a Febo già cotanto piacque,
più lieto o più felice che altre piante
e per se stesso e per suo caro amante,
umbroso e verde un tempo, in terra giacque.
E poi, non so per cui difetto nacque,
che Febo torse le sue luci sante
dalla felice pianta e 'l bel sembiante,
onde è cagion d'assai lacrimose acque,
cangiâr color le liete e verde fronde,
e il lauro, ch'era prima umbroso e florido,
si mutò al mutar de' febei raggi.
Le pene sempre son pronte e feconde:
lieve cosa è mutar il lieto in orido,
onde convien ch'ogni speranza caggi.