O donne, noi siam giovani fornai, dell'arte nostra buon' maestri assai. Noi facciam berlingozzi e zuccherini, cociamo ancor certi calicioncini:
abbiam de' grandi, e paionvi piccini, di fuor pastosi e drento dolci assai. Facciamo ancor bracciatelli e ignocchi, non grati agli occhi, anzi pieni di bernocchi:
paion duri di fuor, quando li tocchi, ma drento poi riescon meglio assai. Se ci è alcuna a chi la fava piaccia, la meglio infranta abbiam che ci si faccia
con un pestel, che insino a' gusci schiaccia: ma a menar forte ell'esce de' mortai. Noi sappiamo ancor fare il pan buffetto, più bianco che non è 'l vostro ciuffetto;
direnvi il modo, ché n'abbiam diletto: pensar, dir, far non vorrem altro mai. Convien farina aver di gran calvello, poi menar tanto il staccio o buratello,
che n'esca il fiore: e l'acqua calda e quello mescola insieme, e tutto intriderai. Or qui bisogna aver poi buona stiena: pasta è fine quanto più si mena;
se sudi qualche goccia per la pena, rimena pur insin che fatto l'hai. Fatto il pan si vuol porre a lievitare, in qualche loco caldo vorria stare,
sopra un lettuccio puossi assai ben fare, che in ordine sia bene aspetterai. Intanto 'l forno è caldo e tu lo spazzi: lo spazzatoio in qua e in là diguazzi,
se vi resta di cener certi sprazzi; non l'ha mai netto ben chi cuoce assai. Sente il pan drento quel calduccio e cresce, rigonfia, e l'acqua a poco a poco n'esce;
entravi grave e soffice riesce; d'un pane allor quasi un boccon farai. Per cuocere un arrosto e un pastello, allato al forno grande è un fornello,
e tutt'a dua han quasi uno sportello, ma non lo sanno usar tutti i fornai. O belle donne, questa è l'arte nostra; se voi volessi per la bocca vostra
qualche cosetta, questa sia la mostra: al paragon noi starem sempre mai.
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