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1449–1492

VII

Lorenzo de' Medici

Chi tempo aspetta, assai tempo si strugge e 'l tempo non aspetta, ma via fugge. La bella gioventù già mai non torna, né 'l tempo perso già mai riede indrieto,

però chi ha 'l bel tempo e pur soggiorna, non arà mai al mondo tempo lieto; ma l'animo gentile e ben discreto dispensa il tempo, mentre che via fugge.

Oh quante cose in gioventù si prezza! Quanto son belli i fiori in primavera! Ma, quando vien la disutil vecchiezza e che altro che mal più non si spera,

conosce il perso dì quando è già sera quel che 'l tempo aspettando pur si strugge. Io credo che non sia maggior dolore che del tempo perduto a sua cagione:

questo è quel mal che affligge e passa il core, questo è quel mal che si piange a ragione; questo a ciascun debbe essere uno sprone di usare il tempo ben, che vola e fugge.

Però, donne gentil, giovani adorni, che vi state a cantare in questo loco, spendete lietamente i vostri giorni, ché giovinezza passa a poco a poco:

io ve ne priego per quel dolce foco che ciascun cor gentile incende e strugge.

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