Peccator', su tutti quanti,
rallegriànci con disio:
questo è il dì che ha fatto Dio:
ciascheduno esulti e canti!
Peccator', la morte è morta:
questa morte vita dona;
la pena oggi ognun conforta,
dolce pena e morte buona.
Oggi il servo si corona,
dello inferno vengon santi.
Oggi al ciel la spiga arriva
di quel gran che in terra è morto;
questo gran, se non moriva,
frutto alcun non aria porto:
questo frutto oggi nell'orto
di Maria conforta e pianti.
Questa spiga il suo bel frutto
ha cresciuto e fatto un pane:
santo Pan, che pasce il tutto
alle mense cotidiane.
O felice menti umane,
che mangiate il Pan de' santi!
Cieca notte, ben sei santa,
che 'l vedesti suscitare:
nelle tenebre tue tanta
luce al mondo non ha pare,
l'ombre tue furon più chiare
che del sole e raggi tanti.
Mostra il cammin dritto e certo
la colonna nella oscura
notte al popol nel diserto:
agli egizii fa paura;
l'inferno a tal luce pure
triema, e in ciel cantono e santi.
O beata notte e degna,
tuo Fattor gran ben ti vuole,
benché il sol forse ne sdegna,
tu vedesti un più bel Sole!
Tanta gloria con parole
non si lauda o mortal' canti.
Ciaschedun lasci la vesta
della notte tenebrosa,
della luce l'arme vesta:
luce in noi sia ogni cosa.
Nostra vita, in Cristo ascosa,
luce è in Dio: cantate, o santi.