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1449–1492

V

Lorenzo de' Medici

Prenda pietà ciascun della mia doglia, giovane donne, e sia chiunche si voglia. Sempre servito io ho con pura fede una la qual credea fussi pietosa

e che dovessi aver di me merzede, e non, com'è, altera e disdegnosa: or m'ho perduto il tempo ed ogni cosa, ché s'è rivolta come al vento foglia.

Oh, lasso a me!, ch'io non credetti mai ch'e suoi occhi leggiadri e rilucenti fusser cagione a me di tanti guai, di tanti pianti e di tanti lamenti:

ah! crudo Amore, or come gliel consenti? Di tanta crudeltà suo core spoglia. Oh, lasso a me!, questo non è quel merto ch'io aspettava di mia fede intera;

questo non è quel che mi fu offerto; questo ne' patti nostri, Amor, non era: folle è colui che in tua promessa spera, e sotto quella vive in pianti e in doglia.

Cantato in parte v'ho la doglia mia, che vi debba aver mosso âver pietate; e quanto afflitta la mia vita sia, perché di me compassione abbiate:

e priego Amor che più felici siate, e vi contenti d'ogni vostra voglia.

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V · Lorenzo de' Medici · Poetry Cove