O maligno e duro core,
fonte d'ogni mal concetto,
ché non scoppi in mezzo il petto,
ché non scoppi di dolore?
Non pigliare alcun conforto,
o cor mio di pietra dura:
poi che Iesù dolce è morto,
trema il mondo e 'l sole oscura;
escon della sepoltura
morti, il Tempio straccia il velo;
piange, oimè, la terra e il cielo;
tu non senti, o duro core.
Liquefatti come cera,
o cor mio tristo e maligno,
poi che muor la Vita vera,
Iesù tuo, Signor benigno;
fa', cor mio, sul duro ligno
con Iesù ti crucifigga;
quella lancia ti trafigga
che passò a Iesù il core.
O cor mio, così piagato
fa' di lacrime un torrente,
come dal santo costato
versa sangue largamente;
gran dolcezza, o cor mio, sente
chi accompagna Iesù santo;
se la pena è dolce tanto,
più dolce è chi con lui muore.
Vengon fuor così dolce acque
della fonte tanto amara;
poiché morte, o Dio, ti piacque,
fatta è morte dolce e cara.
O cor mio, da Iesù impara:
la tua croce ancor tu prendi
e sopra essa ti sospendi;
non muor mai chi con lui muore.