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1449–1492

LXXXV

Lorenzo de' Medici

Se quando io son più presso al vago v¢lto el freddo sangue si ristringe al core, e se mi assale un sùbito pallore io so quel ch'è che ogni virtù m'ha tolto.

Quel viso, in cui è ogni ben raccolto pe' raggi del micante suo splendore, sparge e diffonde del suo bel valore nel cor che ad amar quello in tutto è vòlto.

E tanto dentro al tristo cor soggiorna, che l'imagine finta al tutto strugge con la presenzia sua la forma vera. Allor quella virtù che da lei era,

qual maraviglia è se da me si fugge, che a lei, sì come a suo principio, torna?

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