“Come ritorni, Amor, dentro allo afflitto
cor, che pel tuo partire era tranquillo?”.
“Io torno nello impresso mio sigillo
fatto nel cor da' begli occhi trafitto”.
“Lasso, io credevo che fussi prescritto,
tanto è che libertà per suo sortillo!”.
“Non dir così, ché 'l primo stral, che aprillo,
gli occhi ché 'l trasson v'han sempre relitto”.
“Ben sentivo io nel cener fatto il core
pel fuoco che l'umor delli occhi stilla,
un picciol segno dell'antico amore”.
“Vedrai che quella picciola favilla
in te ecciterà eterno ardore,
colpa e disgrazia della tua pupilla.”