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1449–1492

LXVI

Lorenzo de' Medici

Una ninfa gentil, leggiadra e bella più che mai Febo amasse o altro dio, cresciuto ha co' suoi pianti il fresco rio, dove lasciata fu la meschinella.

Lì duolsi e spesso accusa or questa or quella cagion del viver suo tanto aspro e rio: poi che lasciò Diana, il suo disio s'è vòlto ad ubbidir la terza stella.

E nulla altro conforta il suo dolore, se non che quel che gli ha tanto ben tolto, gli renda il desiato e car tesoro. Sol nasce un dubbio: che quel tristo core

che al pianger tanto s'è diritto e vòlto, pria non diventi un fonte o qualche alloro.

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LXVI · Lorenzo de' Medici · Poetry Cove