Lascia l'isola tua tanto diletta,
lascia il tuo regno, dilicato e bello,
ciprigna dea, e vien' sopra il ruscello
che bagna la minuta e verde erbetta.
Vieni a quest'ombra, alla dolce auretta
che fa mormoreggiare ogni arbuscello,
a' canti dolci d'amoroso uccello:
questa da te per patria sia eletta.
E, se tu vien' tra queste chiare linfe,
sia teco il tuo amato e caro figlio,
ché qui non si conosce il suo valore.
Togli a Diana le sue caste ninfe,
che sciolte or vanno e sanza alcun periglio,
poco prezzando la virtù d'Amore.