Que' dolci primi miei pensieri, onde io
nutriva il cor ne' suoi più grevi danni,
ritornar sento, e le prime arti e inganni,
e 'l dolce aspro disio, suave e rio.
Lasso, quant'era folle il creder mio!,
che per maggior' pensieri e per più anni
credea fuggir dagli amorosi affanni,
non conoscendo bene il mio disio!
Ma, come fera in qualche oscuro bosco
crede fuggire, e corre alla sua morte,
sendo ferita dallo stral col tosco,
così credea fuggir correndo forte
all'incognito male: or, s'io il conosco,
lieto consento alla mia dura sorte.