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1449–1492

LXII

Lorenzo de' Medici

Que' dolci primi miei pensieri, onde io nutriva il cor ne' suoi più grevi danni, ritornar sento, e le prime arti e inganni, e 'l dolce aspro disio, suave e rio.

Lasso, quant'era folle il creder mio!, che per maggior' pensieri e per più anni credea fuggir dagli amorosi affanni, non conoscendo bene il mio disio!

Ma, come fera in qualche oscuro bosco crede fuggire, e corre alla sua morte, sendo ferita dallo stral col tosco, così credea fuggir correndo forte

all'incognito male: or, s'io il conosco, lieto consento alla mia dura sorte.

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