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1449–1492

LVII

Lorenzo de' Medici

Quel ch'io amavo già con più disio, più molesto m'è or, più mi dispiace; quel ch'era mia letizia e la mia pace, è la mia guerra al tutto e il dolor mio.

El tempo lieto è più dolente e rio; quel disio ch'era acceso, or spento giace; e la speranza mia, già si vivace, fatta è paura; e quel temea, disio.

Quel tempo, che tardava a venir tanto, or fugge via veloce più che pardo: così Fortuna ha vòlto ogni mia sorte. Vòlto è il dolce in amaro, e 'l lieto in pianto;

fatto son pigro al tutto e lento e tardo, veloce più che mai verso la morte.

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