Io son sì certo, Amor, di tua incertezza,
ch'io mi riposo in non posar già mai,
e veggo ch'io son cieco, e tu mi dài
di tua mobilità ogni fermezza.
Di dubbii e di sospetti ho sol chiarezza;
rido de' pianti miei, canto i miei lai;
né pruovo altro piacer che affanni e guai,
o amar più dolce o più soave asprezza.
E sol di mia oscuritate ho lume;
So ch'io non so voler quel ch'io pur voglio,
e spesso temo per superchio ardire.
Secche ha le luci un abondante fiume;
muto modi e desir' pur com'io soglio,
e vivo sol per brama di morire.