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1449–1492

LIV

Lorenzo de' Medici

Io son sì certo, Amor, di tua incertezza, ch'io mi riposo in non posar già mai, e veggo ch'io son cieco, e tu mi dài di tua mobilità ogni fermezza.

Di dubbii e di sospetti ho sol chiarezza; rido de' pianti miei, canto i miei lai; né pruovo altro piacer che affanni e guai, o amar più dolce o più soave asprezza.

E sol di mia oscuritate ho lume; So ch'io non so voler quel ch'io pur voglio, e spesso temo per superchio ardire. Secche ha le luci un abondante fiume;

muto modi e desir' pur com'io soglio, e vivo sol per brama di morire.

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