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1449–1492

IV

Lorenzo de' Medici

Santo Iddio, padre di ciò che 'l mondo empie; santo Iddio, perché quel che hai voluto dalla tua propria potestà s'adempie; santo Iddio, il quale sol sei conosciuto

da' tuoi familiari e santo se', che nel Verbo ogni cosa hai costituto: santo Iddio, del qual solo immagin è ogni natura; santo per essenzia,

perché mai la natura formò te; santo, potente più ch'ogni potenzia; santo, la tua bontà vince ogni loda; santo se' e maggior d'ogni eccellenzia;

i santi sacrifizi il tuo orecchio oda del mio orar, che manda alla tua faccia il cor, che d'esser tuo tutto par goda. Ineffabil, chi vuol laudarti, taccia:

chi ben ti lauda, le fallacie ha scorte per vane e vede il ver ch'ogni ombra caccia. Esaudimi, Signore, e fammi forte e fa', in tanta grazia meco pari,

partecipi di questa santa sorte color che son di tanto bene ignari: Natura, madre comune, li diede fratelli a me e a te figli cari.

Signor, perch'io ti presto intera fede e di te testimonio a ciascuno mando, in vita surgo e l'alma lume vede. O Signor, tu se' padre venerando;

l'uomo tuo teco insieme santitate fruir sempre desia, te solo amando. Tu gli hai arbitrio dato e potestate d'ogni cosa; e però, s'egli ha desio

da te di voler sol la tua bontate, tu 'l muovi, tu 'l contenta, o santo Iddio.

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