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1449–1492

III

Lorenzo de' Medici

Un pezzo di migliaccio mal avia e una fiera bestia e una a Prato avevon tanto un erpice menato, ch'egli era fuor del solco per pazzia.

Ma se n'avvide mona Nencia mia e tese al sole un vaglio ben bucato: un giudeo il vidde, e funne sì crucciato, che non vorrebbon più geometria.

Quell'“arri sta”, che fanno i paladini, quando vanno a Piacenza coi cestoni, fanno impazzar quei poveri asinini. Perché hanno il capo vuoto, molti arpioni

armeggion per calendi e pastaccini, e deston la mattina i dormiglioni. E però i calicioni s'armon di troppo debole corazza,

ch'ogni poco di stretta poi gli ammazza.

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